Venezia, 26 luglio 2019: la sintesi del workshop finale

A Venezia, 26 giugno 2019, il workshop conclusivo del progetto
CARIGADORI – Gli antichi approdi costieri dell’Adriatico

La copertina del volume.

Una migliore conoscenza di questi aspetti storici ed economici, può favorire non solo la conservazione e la valorizzazione del nostro background, ma anche offrire nuovi spunti interessanti per l’industria culturale e per il turismo”. Con questa dichiarazione riportata nella prefazione del libro, il sindaco Danilo Markočič ha sottolineato la soddisfazione delle istituzioni locali per il fatto che Isola d’Istria abbia potuto ospitare la Giornata di studio internazionale su questo tema accattivante, grazie all’iniziativa del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia concretizzata assieme ai partner: Comunità degli Italiani “P. Besenghi degli Ughi” di Isola e Società Storica del Litorale di Capodistria, con il supporto finanziario della Regione Veneto.

Un momento del seminario.

Con il volume ora pubblicato, un’autentica “chicca” per l’originalità e per il rigore scientifico dei contenuti, si è concluso il percorso biennale del progetto intitolato “Alle origini del trasporto marittimo in Adriatico: i carigadori dell’età Veneziana”. Coordinatore, il prof. Claudio Povolo che ha potuto contare sull’apporto di vari ricercatori ed esperti. Tra questi, il prof. Salvator Žitko, presidente della Società Storica del Litorale con sede a Capodistria, il dott. Flavio Bonin del Museo del mare di Pirano, il prof. Gaetano Benčić del Museo territoriale di Parenzo e il prof. Pio Baissero – direttore dell’Accademia Europeista del Friuli V. Giulia, con sede a Gorizia – intervenuto ad approfondire aspetti poco noti dei trasporti di legname dal bosco di Montona attraverso il fiume Quieto verso l’arsenale di Venezia: operazioni che configuravano una vera e propria organizzazione di trasporto intermodale e che imponevano una forte mobilitazione di risorse umane.

Il prof. Salvator Žitko e Robi Štule Presidente della CI di Isola.

La ricerca di base, condotta a Venezia nell’Archivio di stato e in alcune biblioteche dalla dottoressa Lia De Luca, ha consentito di documentare l’operatività e di geolocalizzare i 38 carigadori esistenti nel 1566 lungo la costa Istriana e di individuare 44 approdi attivi nella stessa epoca lungo le coste della Dalmazia. Lo studio è stato arricchito dalla riproduzione di rare mappe antiche e dalla trascrizione di documenti significativi. Tutto il materiale pubblicato nel volume è consultabile in formato digitatale nelle pagine di questo sito dedicato www.carigadori.com

Particolare cura è stata dedicata all’aspetto linguistico del volume, prevedendo la stampa dei testi originali in italiano e degli abstracts tradotti in lingua slovena, croata e inglese. Un bel lavoro di squadra, affidato al prof. Darko Darovec e alla dott.ssa Urška Lampe.

Accolto il 26 giugno a Ca’ Foscari dalla ricercatrice universitaria Alessandra Rizzi e da un gruppo di studenti, il presidente della Comunità italiana di Isola Robi Štule ha aperto il workshop sottolineando la volontà del sodalizio istriano di continuare e di rafforzare la collaborazione avviata con le varie istituzioni nell’area transfrontaliera. In particolare la Comunità, col supporto della Responsabile culturale e vicesindaco di Isola Agnese Babič, curerà la diffusione capillare del volume Carigadori fra tutte le comunità aderenti all’Unione Italiana in Slovenia e in Croazia, oltre che ai vari enti di formazione, centri studi e biblioteche.

Il pubblico di studiosi e ricercatori

Nel dibattito, si è ipotizzata una fase di ulteriore approfondimento del tema, con l’organizzazione in autunno di un nuovo incontro fra esperti e con la prosecuzione delle ricerche d’archivio sui carigadori dell’area adriatica meridionale, ove il dominio veneziano si estendeva sino all’attuale Montenegro, all’Albania e alle isole greche. Incidentalmente, è stata commentata con favore la proposta, attualmente allo studio presso la Regione, di estendere a tale intero ambito geografico l’operatività della legge regionale 15/1994, con la quale il Veneto sostiene attualmente la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale di origine veneta in Istria e Dalmazia.

Il seminario si è concluso con l’auspicio di positive ricadute economiche, in termini di industria culturale e di inclusione nel circuito turistico delle nuove mete d’interesse storico che questo progetto ha consentito di focalizzare.

Franco Rota -12.7.2019