Sintesi della Giornata di Studio – Isola d’Istria, 24 maggio 2018

Progetto: “Alle origini del trasporto marittimo in Adriatico:
i Carigadori dell’età Veneziana”

Sintesi della Giornata di Studio – Isola d’Istria, 24 maggio 2018

Conformemente al piano delle attività di progetto, giovedì 24 maggio 2018 nella Sede della Comunità degli Italiani “Pasquale Besenghi degli Ughi” di Isola d’Istria (Palazzo Manzioli) si è svolta la Giornata di studio dal titolo “Alle origini del trasporto marittimo in Adriatico: i Carigadori dell’età Veneziana”. Contemporaneamente è stata inaugurata la mostra didascalica collaterale.

L’iniziativa è stata organizzata dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia in collaborazione con i due partner: la stessa Comunità degli Italiani di Isola e la “Società Storica del Litorale” di Capodistria, con il contributo finanziario della Regione Veneto.

In apertura, la Coordinatrice della Comunità ospitante, Jessica Vodopija, ha sottolineato l’intensa attività portata avanti dall’associazione, che vanta un ampio seguito da parte dei concittadini di nazionalità italiana ma che si rivolge pure a vantaggio di tutta la collettività locale, in uno spirito di aperta collaborazione tra le varie istituzioni.

Sulla stessa lunghezza d’onda, il delegato del Sindaco e presidente della CAN (comunità autogestita della nazionalità italiana) Marko Gregorič, che ha portato il saluto ufficiale del Comune a nome del sindaco Igor Kolenc e ha ribadito l’importanza della collaborazione con le istituzioni italiane e in particolare con la Regione del Veneto per lo sviluppo dei vari progetti di salvaguardia dell’eredità culturale locale.

Nella prolusione di apertura a nome dell’Università Ca’ Foscari, il prof. Claudio Povolo ha sottolineato a sua volta l’attenzione che l’ateneo di Venezia dedica alle opportunità offerte dalla vigente legislazione e dalle istanze degli studiosi per preservare e promuovere il patrimonio culturale di origine veneta nei territori dell’Istria e della Dalmazia, non solo per il suo valore di civiltà che travalica tutti i confini, ma anche per le ricadute economico-occupazionali che tale processo di valorizzazione è in grado di produrre, soprattutto per i giovani, nel campo dell’industria culturale e in primis nelle attività legate al turismo.
Ca’ Foscari condivide in tal senso gli obiettivi della legge regionale del Veneto, n. 15 del 1994, che supporta questi progetti di cooperazione transnazionale, partecipando pure direttamente alla messa a punto dei programmi annuali mediante la partecipazione ad un apposito Comitato consultivo.
In questo ambito, circa due anni orsono, l’ateneo aveva individuato assieme alla Comunità degli Italiani e al partner scientifico capodistriano l’opportunità di sviluppare un progetto incentrato sul tema, inedito e affascinante, dei Carigadori: gli approdi marittimi e fluviali che per secoli hanno dato impulso agli scambi commerciali della Serenissima fra le due sponde dell’Adriatico, costituendo i gangli di quello che oggi si definirebbe un sistema di trasporto intermodale. Sistema che alimentava l’importazione verso Venezia di grandi quantitativi di materie prime, specie il legname e la pietra da costruzione, con contropartite in esportazione di prodotti lavorati. L’Archivio di stato di Venezia è una vera miniera di tali testimonianze e continua ad offrire agli studiosi infiniti spunti per approfondimenti.

Ha preso quindi la parola il Presidente della Società Storica del Litorale, prof. Salvator Žitko, tratteggiando la lunga esperienza dell’istituto nel campo delle ricerche e delle pubblicazioni scientifiche sui vari temi storici, geografici e socio-politici del territorio. La profonda conoscenza del contesto costiero e la consuetudine di rapporti con le istituzioni dell’area transfrontaliera ha favorito il positivo sviluppo del partenariato con Ca’ Foscari, in questo e in altri progetti. Žitko ha proseguito presentando la propria relazione sul tema “Il carigador alla foce del Risano”, spiegando con dovizia di illustrazioni originali la configurazione degli antichi traffici marittimi e dei relativi approdi nel Capodistriano; Ha commentato il particolare il disegno eseguito dal tenente ing. Pietro Antonio Letter il 20 giugno 1778, custodito nell’Archivio di stato di Venezia,

La ricercatrice dott.ssa Lia De Luca ha presentato poi la relazione base, dal titolo “I carigadori veneziani nell’Età moderna, storia e geolocalizzazione”, frutto di un lavoro durato per vari mesi. La ricerca ha riguardato ben undici fondi conservati presso l’Archivio di stato di Venezia per un complesso di circa 40 posizioni (buste, filze e registri). La ricerca ha abbracciato inoltre un ampio lavoro bibliografico e di consultazione di materiale reperibile a stampa (Senato mare. Cose dell’Istria; Relazioni di rettori), analizzando in particolare quei fondi che potevano contenere notizie rilevanti per il commercio nell’Adriatico e di conseguenza informazioni relative ai carigadori (Senato Mar, registri dal 1503 al 1797; fondo dei Savi alla Mercanzia; fondo dei Provveditori sopra legne e boschi).
Ciò ha reso possibile individuare ben 50 carigadori, che erano dislocati lungo tutta la penisola istriana, e approfondire le dinamiche economiche che li vedevano coinvolti.
La ricerca ha consentito di portare all’attenzione del pubblico nella Giornata di studio un’inedita panoramica conoscitiva e anche una rappresentazione geolocalizzata dei carigadori operanti lungo il perimetro della penisola Istriana a metà Cinquecento.

Lo storico Gaetano Benčić del Museo del territorio Parentino ha intitolato la sua relazione: “I carigadori, segmenti del paesaggio costiero istriano al tempo di Venezia”, focalizzata sugli antichi approdi della costa Parentina, a partire dalla Val di Torre per arrivare a Orsera. Ha illustrato notizie tratte da documenti locali, i reperti materiali ancora presenti in situ e le mappe conservate dall’Archivio vescovile. Interessanti le sue considerazioni sul modo in cui i carigadori hanno inciso e in una certa misura ridisegnato il paesaggio nel corso dei secoli; e sul rischio che il pesante processo di cementificazione lungo le coste possa cancellare irreparabilmente questa eredità storica, in assenza di adeguate misure di tutela.

Il prof. Pio Baissero, Direttore dell’Accademia Europeista Friuli Venezia Giulia con sede a Gorizia, ha sviluppato il tema “Il Legno di San Marco, dai boschi dell’Istria a Venezia”, oggetto anche di una sua recente pubblicazione in cui sono raccolti gli esiti di apposite ricerche svolte dallo stesso autore. Ha evidenziato con dovizia di dettagli le soluzioni adottate nel periodo della Serenissima per il trasporto del legname dal bosco di Montona all’arsenale di Venezia mediante trasbordi su diverse tipologie di natanti, adatti per la navigazione fluviale e rispettivamente per quella marittima: un vero e proprio esempio di intermodalità ante litteram. La relazione, accompagnata dalla presentazione di rare immagini di valore storico, ha toccato pure gli aspetti dell’impatto sociale di tale attività che obbligava periodicamente migliaia di uomini ad abbandonare a cura dei campi per accudire all’obbligo della caretada.

Lo storico Flavio Bonin, già direttore del Museo civico di Pirano, ha illustrato all’uditorio una panoramica specifica sui “I carigadori nel golfo di Pirano” basandosi su dati e documenti esistenti nel fondo Borisi all’Archivio Regionale di Capodistria.

Il dott. Marco Romio, con la relazione intitolata “Oltre l’Istria. I caregadori in Dalmazia nel secolo XVII“, ha allargato verso sud l’orizzonte dell’analisi ricordando che, dopo le paci di Carlowitz (1699) e di Passarowitz (1718), Venezia aveva acquisito un esteso entroterra dalmata adatto allo sfruttamento sistematico di riserve boschive. In particolare, nella regione di Zara la stabilizzazione e l’allontanamento del confine con il Turco permise l’instaurarsi di un sistema di caratade affidate alle locali popolazioni morlacche. Il relatore ha analizzato le implicazioni socio-economiche derivate dal potenziamento del trasporto locale in Dalmazia, con particolare attenzione al ruolo svolto dalle comunità rurali e al rapporto con le autorità veneziane.

Infine, la dottoressa Giulia Barichello ha riferito su ”L’economia istriana nel corso dell’ultimo secolo della Repubblica di Venezia”. Un’economia che era fortemente incentrata sulle attività di trasporto nell’area di Pola e nel Golfo del Quarnero, come risulta dalle fonti archivistiche provenienti in particolare dal fondo dei Cinque Savi alla Mercanzia (ASVe). Molti erano infatti i mercanti che partivano da Venezia con le loro imbarcazioni per raggiungere le propaggini meridionali dell’Istria, ove il mercato del legname era ancora fiorente ma ove si aprivano pure altre opportunità commerciali su merci da rivendere in svariate località del vasto stato veneto.

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Il prof. Povolo ha tratto infine le conclusioni dell’intensa giornata congressuale. Ha ricordato che, in conformità al progetto è stata pure allestita una mostra collaterale di pannelli illustrativi, con la riproduzione di rare immagini selezionate nell’Archivio di stato di Venezia a cura della dott.ssa De Luca e destinate ad accentuare l’interesse del pubblico e degli studiosi verso questa tematica. La mostra continuerà ad essere ospitata nelle istituzioni locali istriane coinvolte nel progetto.
Ha ringraziato poi il dott. Franco Rota, attivo collaboratore del Dipartimento, incaricato di supportare professionalmente gli aspetti organizzativi e gestionali del progetto in tutte le sue fasi, con particolare attenzione ai rapporti con i partner, con i relatori e con i media, all’allestimento della mostra, agli aspetti amministrativi e alla selezione dei contenuti per il sito web www.carigadori.com, dedicato al progetto stesso, e curato poi negli aggiornamenti dal dott. Pergiovanni Mometto.
Ha ringraziato ancora la dott.ssa Vodopija anche per l’assistenza linguistica assicurata per la traduzione in sloveno del prpgramma congressuale e dei pannelli didascalici. Ha ribadito il determinante contributo della Regione Veneto nel finanziamento dell’iniziativa, auspicando che tale appoggio si estenda pure alla seconda fase annuale del progetto che vedrà Ca’ Foscari e i suoi partner impegnati nell’edizione di un volume illustrativo con gli Atti della Giornata di studio e altri documenti.
Questa seconda fase comprenderà pure due momenti formativi, uno in Istria e uno nel Veneto, finalizzati a far interagire direttamente docenti e giovani a livello transfrontaliero sui temi del progetto.

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FR/04.7.2018